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Mesagne, l’assedio delle auto in Piazza Porta Grande: commercio ostaggio della sosta selvaggia

MESAGNE – Quella che dovrebbe essere il cuore pulsante e il biglietto da visita della città, Piazza Porta Grande, si trasforma quotidianamente in un terreno di scontro tra inciviltà stradale e diritto al lavoro. Il fenomeno delle auto lasciate in sosta irregolare o, peggio, parcheggiate in modo da bloccare completamente gli ingressi delle attività commerciali, è ormai diventato una costante critica della zona.

Un disagio che non risparmia nessuno

Non si tratta di episodi isolati, ma di una pratica consolidata che genera un effetto domino di disagi:

  • Per i commercianti: Impossibilità di ricevere merci, vetrine oscurate e ingressi ostruiti che scoraggiano potenziali clienti.

  • Per i cittadini: Difficoltà di transito per pedoni, passeggini e persone con disabilità, costretti a gimcane pericolose tra le lamiere.

  • Per il decoro urbano: Un’immagine di disordine che mal si concilia con l’ambizione turistica e culturale di Mesagne.

Tra mancanza di civiltà e assenza di controlli

La questione sollevata dai residenti e dagli esercenti di Piazza Porta Grande tocca due fronti caldi. Da un lato c’è la mancanza di senso civico di chi, per pigrizia o arroganza, sceglie la “doppia fila” o il parcheggio selvaggio pur di non camminare pochi metri. Dall’altro, emerge forte la denuncia di una carente vigilanza. La sensazione di impunità, dicono i commercianti, è ciò che spinge molti automobilisti a ignorare sistematicamente il Codice della Strada.

“Non chiediamo favori, ma solo di poter lavorare serenamente,” spiega uno dei titolari della zona. “Vedere un cliente rinunciare a entrare perché l’ingresso è murato da un’auto è frustrante e inaccettabile.”

L’appello alle istituzioni

Il coro che si leva dalla piazza è unanime: serve un intervento deciso della Polizia Locale. Non bastano più i richiami verbali o la speranza nel buon senso dei singoli; i commercianti chiedono una presenza costante e sanzioni mirate che fungano da deterrente. L’obiettivo non è “fare cassa”, ma ripristinare la legalità e garantire che gli spazi pubblici tornino a essere fruibili da tutti, non solo da chi parcheggia dove non dovrebbe.

La sfida per l’amministrazione comunale è ora quella di dare una risposta concreta a un problema che mina la convivenza civile nel salotto buono della città.

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