Un pubblico numeroso e attento ha partecipato all’incontro con l’Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo. Al centro della riflessione, l’urgenza di un’educazione che rompa gli schemi della violenza.
MESAGNE – Non una semplice conferenza, ma una chiamata alla responsabilità collettiva. Presso la storica Sala dei Carmelitani, Monsignor Franco Moscone ha tenuto una relazione profonda e stimolante sul tema: “Educare alla pace disarmata e disarmante”. L’evento ha richiamato una platea gremita, segno di quanto il tema della nonviolenza sia oggi sentito come una priorità non più rimandabile.
Una pace che “disarma”
Monsignor Moscone ha esordito distinguendo la pace come concetto astratto dalla “pace disarmata” come pratica quotidiana. Secondo l’Arcivescovo, la pace non è l’assenza di guerra, ma una scelta attiva che parte dal rifiuto della logica del dominio.
“Essere disarmati non significa essere indifesi o passivi”, ha spiegato Moscone durante il suo intervento. “Significa avere il coraggio di presentarsi all’altro senza scudi, abbattendo i pregiudizi che alimentano il conflitto. Una pace ‘disarmante’ è quella che, con la sua mitezza, toglie all’avversario il pretesto per colpire”.
I punti cardine della relazione
L’intervento si è snodato attraverso alcuni passaggi chiave che hanno tenuto alta l’attenzione dei presenti:
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L’educazione come cantiere: La pace non si improvvisa; va insegnata nelle scuole, nelle famiglie e nelle comunità. È un esercizio di pazienza e ascolto.
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Il disarmo interiore: Prima ancora dei trattati internazionali, è necessario un “disarmo del linguaggio” e dei pensieri. Le parole possono essere armi improprie che feriscono più delle spade.
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La profezia di un mondo nuovo: Citando spesso il magistero di Papa Francesco e l’eredità di figure come Don Tonino Bello, Moscone ha invitato la città di Mesagne a farsi laboratorio di accoglienza e dialogo.
Una risposta corale
La partecipazione del pubblico è stata straordinaria, con molti giovani presenti in sala che hanno interagito con il relatore nel dibattito finale. L’atmosfera raccolta della Sala dei Carmelitani ha favorito un clima di introspezione e confronto civile.
L’incontro si è concluso con un lungo applauso, a testimonianza di quanto le parole di Monsignor Moscone abbiano fatto breccia: il compito di “disarmare” il futuro è ora nelle mani di ogni singolo cittadino.




