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Referendum 2025: L’astensione vince, nessun quorum raggiunto

L’indifferenza o, più precisamente, la bassa affluenza è stata una caratteristica dominante dei referendum abrogativi che si sono tenuti in Italia l’8 e 9 giugno 2025. Nessuno dei cinque quesiti proposti ha raggiunto il quorum del 50%+1 degli aventi diritto al voto, rendendo di fatto i risultati non validi.

L’affluenza definitiva si è attestata intorno al 30,6% a livello nazionale. Questo dato conferma un trend di partecipazione decrescente ai referendum abrogativi in Italia, che prosegue ininterrottamente dal 2011 (anno in cui il quorum fu superato per l’ultima volta su temi come l’acqua pubblica e il nucleare). Dei 19 referendum abrogativi nella storia repubblicana, ben 10 non hanno raggiunto il quorum.

Diverse sono le ragioni che possono spiegare questa marcata indifferenza, o meglio, questa bassa partecipazione degli italiani al voto referendario:

  1. Scarsa informazione e complessità dei quesiti: Nonostante gli sforzi, spesso i cittadini percepiscono i quesiti referendari come troppo tecnici, complessi o di difficile comprensione, specialmente quelli relativi al lavoro che toccavano normative molto specifiche (Jobs Act, contratti a termine, sicurezza sul lavoro). Questo può scoraggiare il voto, dato che molti preferiscono astenersi se non si sentono pienamente informati.
  2. Mancanza di una campagna mediatica incisiva: A differenza di elezioni politiche, la campagna referendaria tende a essere meno capillare e meno dibattuta sui grandi media, riducendo la percezione dell’importanza del voto.
  3. Contesto politico:
    • Polarizzazione: In un clima politico polarizzato, le forze politiche spesso non si spendono in modo univoco per il “Sì” o per il “No” (o, nel caso del centrodestra, hanno apertamente invitato all’astensione su alcuni temi), lasciando i cittadini meno orientati.
    • Percezione di inutilità: Molti cittadini potrebbero percepire il referendum come uno strumento poco efficace per incidere realmente sulla politica, o come un mero “test” per il governo o l’opposizione, disincentivando la partecipazione.
  4. Disillusione verso la politica: Un senso generale di sfiducia e disillusione nei confronti della classe politica e delle istituzioni può portare a un distacco dal voto, considerato poco più di un pro-forma.
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