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La scure dei tagli si abbatte nuovamente sulla sanità pugliese. Per far fronte a un deficit di 369 milioni di euro previsto per il 2025, la Regione Puglia sta valutando un drastico piano di riorganizzazione che coinvolge i presidi ospedalieri più piccoli.
Sono 14 le strutture in tutta la regione finite nel mirino: ospedali che rischiano di subire tagli, accorpamenti o riconversioni in strutture di natura diversa.
Focus sulla Provincia di Brindisi
Nel territorio brindisino, i riflettori sono puntati su due presidi storici:
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Ospedale San Camillo de Lellis (Mesagne): tra i principali “indiziati” per il piano di ridimensionamento.
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Ospedale Ninetto Melli (San Pietro Vernotico): anch’esso a rischio riconversione.
Cosa succederà concretamente?
Sebbene le indiscrezioni non parlino di una chiusura definitiva e totale, lo scenario che si profila non è rassicurante. Gli interventi potrebbero tradursi in:
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Chiusura di singoli reparti: con conseguente perdita di specializzazioni locali.
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Riduzione dei servizi: costringendo i cittadini a spostamenti verso i centri maggiori.
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Trasformazione in PTA (Presidi Territoriali di Assistenza): perdendo la natura di ospedale per acuti.
Il parere: Al di là delle rassicurazioni ufficiali, la percezione della cittadinanza è chiara. Quello a cui stiamo assistendo è l’ennesimo capitolo della lenta agonia del “San Camillo”, un tempo fiore all’occhiello della comunità mesagnese e oggi sempre più svuotato della sua funzione vitale.




