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Sicurezza, il vice questore Massaro alla CNA: Alt alle truffe

MESAGNE – Imparare a riconoscere le trappole, fermarsi prima di cliccare su un link sospetto e saper gestire la pressione psicologica di una telefonata ambigua. Sono stati questi i temi al centro dell’incontro “Alt alle truffe. Riconoscerle per proteggersi”, l’evento organizzato dalla CNA per accendere un faro su una minaccia sempre più attuale e sofisticata che colpisce le fasce più vulnerabili della popolazione, a partire dagli anziani, ma non solo.

A guidare i cittadini in questo percorso di autodifesa è stato il dott. Giuseppe Massaro, Dirigente del Commissariato di Polizia di Stato di Mesagne, che ieri ha tenuto una dettagliata e apprezzata relazione.

Anatomia di un inganno: la manipolazione psicologica

Nel corso del suo intervento, il Dirigente Massaro ha analizzato a fondo le moderne tecniche di manipolazione utilizzate dai malviventi. Oggi i truffatori non agiscono più solo di persona, ma sfruttano canali digitali e telefonici, facendo leva sulle emozioni delle vittime: il senso di urgenza, la paura per un familiare in difficoltà o la finta autorità di un operatore di banca o delle forze dell’ordine.

«La prima difesa è la consapevolezza», ha sottolineato il dott. Massaro, spiegando come i malintenzionati utilizzino veri e propri copioni psicologici per indurre la vittima in confusione e spingerla a cedere denaro, gioielli o dati sensibili.

I consigli pratici per proteggersi

Dalla teoria alla pratica, l’incontro ha fornito un vero e proprio vademecum per riconoscere le comunicazioni fraudolente. Tra i consigli principali emersi durante la relazione:

  • Diffidare dell’urgenza: I truffatori mettono fretta per non dare il tempo di pensare o verificare.

  • Non cliccare sui link: SMS o messaggi WhatsApp che avvisano di “conti bloccati” o “pacchi in giacenza” sono quasi sempre tentativi di phishing.

  • Verificare sempre: Di fronte a una telefonata sospetta, riagganciare e chiamare direttamente il parente interessato o il numero ufficiale dell’ente che dice di avervi contattato.

  • Nessun pagamento in contanti: Le forze dell’ordine o gli avvocati non chiedono mai denaro o oro per “risolvere” problemi legali o cauzioni.

Un fronte comune contro i raggiri

L’iniziativa della CNA ha dimostrato quanto sia fondamentale fare rete sul territorio per fare prevenzione. La presenza della Polizia di Stato ha confermato la vicinanza delle istituzioni ai cittadini, ribadendo un concetto chiave: in caso di dubbio o se si pensa di essere rimasti vittime di un raggiro, non bisogna provare vergogna, ma chiamare immediatamente il 113 o il 112. La prevenzione e la segnalazione tempestiva restano le armi più efficaci per fermare i truffatori.

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