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Solidarietà a Mesagne: l’associazione “Emotiva…mente” in visita al Medea

Iniziativa di speranza lunedì 22 dicembre: una donazione per sostenere i piccoli pazienti e ringraziare la struttura che ha accompagnato la crescita di molti soci.

MESAGNE – Un ponte di solidarietà che unisce il territorio, le famiglie e la cura. Nella mattinata di lunedì 22 dicembre, l’associazione “Emotiva…mente Mesagne”, realtà da tempo impegnata nel miglioramento della qualità della vita delle persone con epilessia, ha fatto visita alla sede de “La Nostra Famiglia – IRCCS E. Medea” di Brindisi.

L’incontro non è stato solo un momento formale, ma un gesto concreto di vicinanza: l’associazione ha infatti consegnato un piccolo contributo economico, destinato a sostenere i percorsi di crescita e le speranze dei bambini che frequentano il centro.

Una rete virtuosa per non restare soli

L’obiettivo di “Emotiva…mente” è ambizioso e nobile: creare una rete virtuosa che metta al centro la persona. Un progetto che richiede la collaborazione di tutti gli attori del territorio:

  • Istituzioni ed enti locali;

  • Realtà professionali e sanitarie;

  • Agenzie educative, con le scuole in prima linea;

  • Mezzi di informazione e il mondo dell’associazionismo.

L’idea di fondo è che le patologie, per quanto complesse, non debbano mai essere affrontate in solitudine, ma attraverso l’unione di energie, competenze e, soprattutto, cuori.

Un legame profondo e duraturo

La scelta del Medea non è stata casuale. Molti soci dell’associazione, oggi maggiorenni, sono stati presi in carico in passato dalla struttura brindisina, trovando in essa una vera e propria “famiglia aggiunta” che li ha seguiti con amore e professionalità durante l’infanzia.

“La solidarietà è qualcosa di cui tutti dovremmo essere consapevoli, è uno dei valori che definisce chi siamo e chi saremo”, spiegano i rappresentanti dell’associazione. Per “Emotiva…mente”, il dono va oltre l’atto materiale: è un sentimento profondo di vicinanza e supporto verso chi vive situazioni di vulnerabilità.

Questo gesto segna un ulteriore passo verso una comunità più inclusiva, dove la condivisione diventa lo strumento principale per costruire un futuro migliore per tutti.

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