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Stadio “Alberto Guarini”: l’ingresso agli spogliatoi trasformato in una palude

MESAGNE – Una struttura che sembra essere stata dimenticata dal tempo e dalla manutenzione ordinaria. Dopo le recenti giornate piovose che hanno colpito il territorio, lo stadio “Alberto Guarini” si presenta ai frequentatori abituali — atleti, dirigenti e giovani promesse del calcio locale — in condizioni a dir poco critiche.

Un accesso da “sabbie mobili”

Il punto più critico, come testimoniano le immagini scattate nelle ultime ore, riguarda l’ingresso che conduce agli spogliatoi. Quella che dovrebbe essere una zona di passaggio sicura e decorosa si è trasformata in un vero e proprio acquitrino. Pozzanghere profonde e fango rendono l’accesso una sfida per i calciatori, costretti a gimcane per non bagnarsi i piedi prima ancora di calpestare il manto erboso.

Cronaca di un disagio annunciato

Nonostante gli interventi di restyling annunciati negli scorsi anni e i piccoli lavori di manutenzione straordinaria che avrebbero dovuto risolvere il problema del drenaggio, la situazione in contrada Tagliata resta precaria. Sebbene il campo da gioco sia stato omologato fino al 2027, le aree perimetrali e le pertinenze continuano a soffrire la mancanza di un intervento strutturale definitivo:

  • Drenaggio assente: l’acqua piovana ristagna proprio nei punti di maggior calpestio.

  • Percorso accidentato: la strada e i parcheggi, in terra battuta, diventano impraticabili con pochi millimetri di pioggia.

  • Immagine decorosa: uno stadio che ospita campionati importanti meriterebbe un biglietto da visita differente per le squadre ospiti.

Una struttura da non dimenticare

Le società sportive che quotidianamente pagano le quote per l’utilizzo dell’impianto chiedono a gran voce che non si spengano i riflettori su queste criticità. Non si tratta solo di estetica, ma di igiene e sicurezza. Entrare negli spogliatoi con le scarpe cariche di fango compromette la pulizia dei locali interni, rendendo vano il lavoro degli addetti e creando disagi agli atleti che devono poi usufruire delle docce e delle aree comuni.

L’auspicio è che l’Amministrazione Comunale e l’Ufficio Lavori Pubblici possano programmare al più presto la posa di materiale drenante o una parziale asfaltatura del percorso, per evitare che ogni pioggia si trasformi in una “palude” insormontabile.

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