MESAGNE, 10 FEBBRAIO 2016 – Batte oggi il primo rintocco di un cammino di fede lungo dieci giorni. Come ogni anno, la comunità di Mesagne si ritrova unita per celebrare il Patrocinio della Vergine del Carmine, una ricorrenza che affonda le radici nella memoria storica e nel sentimento di gratitudine della città.
Il miracolo del 1743
La devozione non è solo un atto di fede, ma il ricordo di un evento che segnò indelebilmente il volto del Salento: il terribile terremoto del 20 febbraio 1743. Mentre molte città limitrofe subirono distruzioni devastanti, Mesagne restò miracolosamente quasi incolume. Da allora, il popolo mesagnese riconosce in quello scampato pericolo l’intercessione della Madonna del Carmine, eletta Protettrice della città.
Il rito della traslazione
Il cuore delle celebrazioni odierne è il suggestivo passaggio della statua della Vergine. Nel pomeriggio, il simulacro lascia la sua dimora abituale, la Basilica del Carmine, per essere accompagnato in processione dai fedeli e dalle autorità verso la Chiesa Madre (Collegiata).
Questo spostamento simbolico segna ufficialmente l’inizio della novena: dieci giorni di preghiera, riflessione e preparazione spirituale che culmineranno il 20 febbraio, giorno dell’anniversario del sisma.
“È un momento di identità collettiva,” commenta un fedele tra la folla. “Portare la Madonna in Chiesa Madre significa accoglierla nel cuore pulsante del centro storico, rinnovando un patto di protezione che dura da secoli.”
Il programma
Dopo l’arrivo in Collegiata, avranno inizio le celebrazioni serali. La città si prepara così a vivere giornate intense, dove la storia di un cataclisma passato si trasforma ogni anno in una festa di speranza e ringraziamento.




