MESAGNE – Si chiude un altro capitolo processuale legato all’operazione “Piazza Pulita”, l’indagine che ha scoperchiato un fitto sistema di spaccio e violenza nel cuore pulsante di Mesagne. Nella giornata di ieri, martedì 10 febbraio 2026, la Corte d’Appello si è pronunciata sui ricorsi presentati dalle difese, a un anno di distanza dalla sentenza di primo grado.
Il cuore dell’inchiesta: cocaina tra i locali
L’indagine, condotta con determinazione dal Commissariato di Mesagne sotto la guida del vice questore Giuseppe Massaro, era culminata nel blitz di luglio 2024. Il quadro delineato dagli inquirenti era inquietante: la cocaina non veniva solo spacciata, ma anche consumata abitualmente nei luoghi della “movida”, trasformando il centro storico in una piazza di spaccio a cielo aperto.
Oltre al traffico di stupefacenti, l’operazione aveva fatto luce su episodi di particolare gravità, tra cui pestaggi e atti di violenza, utilizzati probabilmente per regolare i conti o per affermare il controllo sul territorio.
Dagli arresti alla sentenza di secondo grado
Il percorso giudiziario è stato rapido:
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Luglio 2024: Il blitz porta a 14 misure cautelari (5 in carcere e 9 ai domiciliari).
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Febbraio 2025: Sentenza di primo grado con rito abbreviato.
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10 Febbraio 2026: Dispositivo della Corte d’Appello dopo i ricorsi dei legali degli imputati.
L’operazione “Piazza Pulita” resta una delle risposte più significative dello Stato contro il degrado legato alla “malamovida”, restituendo ai cittadini la fruibilità in sicurezza degli spazi comuni della città.




