
Il governatore Decaro punta sull’esperienza del sindaco di Mesagne per garantire l’equilibrio territoriale. Da Roma, però, la segreteria nazionale PD chiede una svolta di genere: “Serve una donna”.
BARI / MESAGNE – Lo schema è tracciato, ma la partita è tutt’altro che chiusa. Al centro dello scacchiere politico pugliese resta il nome di Toni Matarrelli. Il nuovo Governatore della Puglia, Antonio Decaro, sembra aver già scelto: Matarrelli alla Presidenza del Consiglio e Stefano Minerva nel ruolo di capogruppo. Un ticket che blinderebbe la maggioranza, garantendo peso politico e rappresentanza territoriale.
Tuttavia, il vento che soffia da Roma rischia di rimescolare le carte.
Il “fattore genere” di Elly Schlein
La segretaria nazionale del PD, Elly Schlein, ha messo nel mirino la composizione della nuova giunta pugliese, giudicata troppo sbilanciata al maschile (al momento il PD conta tre assessori uomini e una sola donna). Per Schlein, la Presidenza del Consiglio Regionale rappresenta l’ultima trincea per ristabilire un equilibrio di genere e, contemporaneamente, per lanciare un segnale politico a Decaro.
L’obiettivo della segreteria nazionale è duplice: imporre una figura femminile e riportare il Governatore entro le linee guida del Nazareno, che molti ritengono siano state “sconfessate” durante la formazione dell’esecutivo regionale.
Il braccio di ferro: “Il Consiglio è sovrano”
La replica di Decaro non si è fatta attendere. Ieri, da Lecce, il Governatore ha tagliato corto con una frase che sa di sfida: “Il Consiglio è sovrano”. Un modo per ribadire che le dinamiche territoriali e l’autonomia regionale non possono essere piegate ai diktat romani.
Decaro spinge per la soluzione Matarrelli non solo per lealtà politica, ma per il criterio della territorialità. La nomina di Matarrelli darebbe voce a un’area geografica fondamentale e premierebbe un profilo di comprovata esperienza istituzionale.



