Disavanzo record tra i 110 e i 140 milioni di euro per il 2025. Per coprire il buco delle Asl, la Regione Puglia rischia di far scattare l’aumento automatico dell’Irpef.
BARI/MESAGNE – Il sistema sanitario pugliese è sull’orlo del baratro finanziario e, come spesso accade, il conto rischia di essere presentato direttamente ai contribuenti. I dati emersi sulla chiusura dell’esercizio 2025 sono allarmanti: le Asl regionali hanno accumulato perdite stimate tra i 110 e i 140 milioni di euro.
Il paradosso: pagare due volte per la salute
Si profila una situazione che molti definiscono “beffarda”. Da un lato, i cittadini pugliesi sono già costretti a rivolgersi alla sanità privata, pagando di tasca propria per visite ed esami a causa delle liste d’attesa infinite e di servizi pubblici sempre più carenti. Dall’altro, quegli stessi cittadini rischiano ora di subire un aumento automatico dell’Irpef.
Si tratta di una misura correttiva quasi obbligata: quando il disavanzo sanitario supera determinate soglie, la legge prevede l’innalzamento delle aliquote fiscali regionali per risanare i debiti accumulati dalle aziende sanitarie.
L’allarme inascoltato
La crisi non è un fulmine a ciel sereno. Già l’anno scorso, l’ex assessore Fabiano Amati (protagonista di numerose battaglie sulla trasparenza dei conti sanitari) aveva lanciato un grido d’allarme rimasto, a quanto pare, inascoltato dai vertici regionali. Amati aveva sollecitato interventi strutturali per contenere la spesa e ottimizzare le risorse, ma le previsioni più fosche si sono puntualmente avverate.
Verso il commissariamento?
Oltre al peso fiscale, il timore è che un buco di bilancio così profondo possa portare a un nuovo piano di rientro forzato, con ulteriori tagli ai servizi e ai posti letto. “È il colmo” — commentano molti osservatori — “rischiamo di pagare per una sanità pubblica che, nei fatti, sembra non esistere più”.
La Regione Puglia è ora chiamata a una corsa contro il tempo per trovare coperture alternative o giustificare il disavanzo presso il Ministero dell’Economia, ma lo spettro del prelievo forzoso dalle tasche dei pugliesi non è mai stato così concreto.




